Su issuu un assaggio della storia
https://issuu.com/annamarchi8/docs/la_storia_dell_ultima
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Un assaggio della storia.https://issuu.com/annamarchi8/docs/la_storia_dell_ultima
E' la prima parte, ma mi sembra leggibile
Mi piacerebbe avere dei commenti, trovare dei lettori interessati.. Perci mi lancio a fare un'offerta.
La storia dell'Ultima, prima parte del romanzo a fumetti scritto e disegnato da me.
Questa è un'anteprima per i lettori del blog😀😀😀
https://indd.adobe.com/view/6b6d8d7c-87e5-4ea8-af5f-9fa10ac4e68c
Ci sono posti dove sei nato in cui ti sei sentito straniero fin dalla nascita.
E poi, al momento di partire, ti trattiene un qualcosa, come una corda, una radice che ti vincola, difficile da strappare. È la radice di una pianta che proviene dal cuore della terra dove è spuntata. Ed è lei che ti ha scelto.
Wulfida si ripete questo, mentre cammina, all’inizio della storia .
La storia a fumetti che sto disegnando e di cui sono anche autrice, “La Runa e la Jana”,spero sia prossima alla pubblicazione, almeno per la prima parte. E proprio nella prima parte appare il Re della Montagna d’Argento, capo delle tribù della Barbaria. La storia è ambientata nella Sardegna dell’ AltoMedioevo, a cavallo tra il VI e il VII secolo dopo Cristo, dopo la dominazione vandala, nel periodo di dominazione bizantina, che vede il consolidamento e la maggior diffusione nell’ isola della religione cristiana, e le frizioni con i residui di paganesimo.
Sebbene forte di una buona documentazione, al momento di disegnare mi sono sorti molti problemi e ho scatenato la fantasia per colmare le lacune e la mancanza di immagini di un periodo di storia tanto lontano e oscuro.
Ma la Runa e la Jana non è un romanzo storico, piuttosto è una storia fantastica e i personaggi sono nella maggioranza inventati. Il Re della Montagna d’Argento è un personaggio inventato e secondario, , compare poche volte, ma la sua presenza è imprescindibile . Come capo delle tribù della Barbaria, è succeduto al leggendario ma storico Hospiton e come quest’ultimo è stato educato a Roma .
Sebbene Cristiano, egli rappresenta il custode di antiche tradizioni, trasmesse per secoli alla casta sacerdotale per trasmissione orale. Proteggerà,finché potrà, le sacerdotesse del culto delle acque dalla pressione ostile dei sacerdoti cristiani.
Ho immaginato il Re come un uomo giovane, ma dall’aspetto severo, di stazza robusta e massiccia, barbuto, coperto di un mantello mastrucato. L’ho immaginato indossare una divisa da milite romano, e con il capo coperto di un elmo da parata in cuoio e argento, simbolo dell’alleanza con Roma, appartenuto ad Hospiton.
Ho cominciato a scrivere e disegnare questa storia parecchio tempo fa, sulla suggestione di un ritrovamento archeologico nel territorio circostante la basilica di S.Pietro di Sorres, presso Siligo (SS), nel Meilogu. Si trattava di una tomba di età bizantina, contenente due scheletri, di cui uno certamente di un uomo, , con parti di armatura e con una spada, e uno più piccolo. Prima si pensò che fosse di una donna e questo bastò a scatenare la mia fantasia. Poi, si parlò di un bambino.
Dunque, subito pensai ad una storia d'amore, d'altronde avrò avuto quindici anni. Una storia d'amore tra un soldato bizantino, magari di origini orientali e una donna sarda, chissà, forse la figlia o la moglie di un latifondista, di un Majore de villa. In realtà, qualche tempo dopo, finii per buttar giù un layout di una "storia di streghe".
Terminata l'occupazione vandalica ,la Sardegna era tornata con Roma e Cartagine , nella sfera dell'Impero Bizantino come provincia d'Africa, mentre la religione cristiana era penetrata in tutti gli strati della popolazione e il paganesimo bandito per decreto imperiale.
Era l'epoca in cui Papa Gregorio Magno mandava lettere ai prelati delle diocesi sarde per combattere i residui di paganesimo e soprattutto coloro che praticavano la stregoneria.
Nella mia storia , i personaggi erano un giovane diacono, Adalberto e Marica, la bella tessitrice, da poco convertita al cristianesimo e dalla fede un poco incerta.
Marica era la nipote di una donna pagana e realmente fattucchiera, che viveva appartata all'interno di una domus de jana, dove riceveva, nascostamente, le visite dei rustici e dei paesani, per le cure con le erbe a altre pratiche più o meno lecite.
Per permettere alla zia di sopravvivere praticando la magia, Marica, sebbene estranea a tali pratiche, doveva sobbarcarsi il tributo che i bizantini avevano inventato per i riottosi a convertirsi, per favorire la conversione e, in quei tempi, le tasse erano così alte che molti poveretti dovevano vendere i propri figli come schiavi o finivano essi stessi in schiavitù.
Basta, ho spoilerato fin troppo. Chissà che riprenda questa storia, un giorno.....
Bozzetti
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| soldato bizantino |