Follow by Email

venerdì 13 luglio 2012

Confessioni di una pittrice


Confessioni di una pittrice

Dopo un breve periodo di apprendistato presso un pittore , mi sono dedicata allo studio dal vero e ho prodotto ritratti di amici e familiari, nature morte, specialmente fiori con una figurazione disinvolta e semplificata, concentrata più su esiti coloristici ed espressionistici.

 Nel contempo ho studiato le tecniche  e interpretavo più o meno liberamente pittori impressionisti francesi, Monet, Renoir. In particolare mi sentivo attratta dalla tecnica veloce e dalla poetica  di De Pisis. Ma la mia vera passione è sempre stata la figura umana. Uno dei motivi che mi hanno spinto nel 1991 all’iscrizione in Accademia è stato la possibilità di studiare il nudo.

 In quegli anni sperimentavo composizioni gestuali e astratte è ho approfondito la ricerca fino a comporre la figura umana con una pittura gestuale .

All’Accademia , durante una stage, sono rimasta colpita dalla performance di Omar Galliani, che compose un grande quadro con pastelli all’”ecu” e olio e trementina e mostrò un video in cui lasciava nelle acque della fonte Aretusa un suo meraviglioso disegno anacronista….

Forse allora è scattata la molla per qualcosa che avevo accantonato su consiglio di amici ed insegnanti: la mia grande passione per il disegno e la pittura antica e la loro capacità di narrazione.

Da allora è cominciata la mia ricerca per conciliare l’anima moderna e le tecniche più attuali con una nostalgia di classico che forse non produce che fantasmi di classico.

Con i miei esperimenti ho rivisitato il ‘900 la Scuola romana, e poi la Nuova scuola romana. Nel tempo, mi hanno colpito mostre di Grandi che mi hanno influenzato a periodi, per cui il mio percorso è sempre un po’ a zig zag.

Forse non sempre sono me stessa, ma chi può essere solo sé stesso quando si colloca in una storia di tradizioni millenarie? Penso che il mito dell’originalità sia una dannazione moderna , dovuta al mercato.

Io sono felice di portarmi appresso le mie esperienze e quelle dei pittori che amo e che ho amato e che hanno “nutrito” la mia immaginazione.