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martedì 9 luglio 2013

il miele delle arnie di Rossana Corti


Ho visto per la prima volta nel 2010 un'opera di Rossana Corti alla collettiva di Mail Art Talismano d'Artista "

(www.quartissimo.org/)

Era una cartolina disegnata con matite e pastelli, c'era una volpe o forse un gatto , ho pensato subito ad una fiaba, ma non c'era niente di idilliaco che potesse far pensare ad un'illustrazione di un libro per bambini. C'era però come un racconto, un dramma in quella piccola cartolina.
Sandro Giordano, uno degli organizzatori della mostra, vedendomi assorta a guardare la cartolina di Rossana, mi disse che era di una sua scoperta , una giovane molto promettente.
In seguito, nella collettiva "Autoritratto contemporaneo", mi colpì il suo autoritratto, diverso da tutti gli altri.
Nel suo dipinto si vedeva un interno dai colori malinconici in cui una piccola figura , seduta su un divano, sembrava scaldarsi sotto una coperta...Io , allora,  dissi che aveva fatto un autoritratto "freddoloso" a quella giovane donna dai lunghi capelli e il viso pulito, da bambina  e che mostrava grande entusiasmo per tutti i partecipanti alla mostra.


Rossana Corti    Autoritratto

In realtà il suo dipinto mi trasmetteva un intenso desiderio di  intimità, di tenerezza : aveva la capacità di raccontare una storia , una vita, al contrario del mio autoritratto, in cui cercavo di condensare un carattere, una personalità, un'apparenza.
In seguito, ho potuto vedere che i lavori di Rossana Corti hanno questa caratteristica drammatica. La sua tecnica pittorica non si avvale della bellezza del colore, ma ricerca accostamenti cromatici insoliti, difficili. Se dovessi coniare un cliché per lei, direi che il suo è un intimismo fantastico, con note di noir...
Rossana è un'artista che possiede una grande cultura e il suo mondo fantastico è complesso, stratificato, eppure nei suoi dipinti sa essere semplicemente sé stessa, con una purezza infantile che incanta.

Rossana Corti-   "Onironauti"

Si, i dipinti di Rossana gettano incanti.
Il suo lavoro "Arnie" mi ha incantato. Arnie per me sono città sotterranee che brulicano di una vita misteriosa, forse aliena...Custodite nel caldo delle colline verdastre, api gigantesche o donne api macinano le loro storie e con i fili della loro vita tessono le celle piene di miele .Miele dal sapore dolce-amaro.

ECCO qui sotto  IL LINK AL SUO PORTFOLIO :

http://rossana-corti.weebly.com/portfolio--cv.html





























sabato 6 luglio 2013

Capelli, corde,fili d'Arianna,scarpe

In psicoterapia relazionale si ritiene che i problemi umani , quelli che paralizzano e costringono a chiedere aiuto ad altri come le malattie del corpo per le quali la medicina ha coniato il termine di "psicosomatiche",possano risolversi, in un certo modo, aiutando il paziente a trovare la soluzione in sé stesso. Soluzione , in questo caso , può non significare guarigione nel senso di una " restitutio ad integrum", ma anche un processo di crescita ed evoluzione in positivo. Può capitare in terapia  che la persona sofferente ritrovi la capacità di rafforzare le proprie risorse originali quando, al problema, si trovi una lettura alternativa, che permetta di guadarlo con occhi diversi, con la ridefinizione in positivo. Questa capacità di ampliare i punti di vista per uscire da una situazione difficile, si può trovare anche senza aiuto "esterno", in persone creative e meravigliose come la mia amica Jole Serreli  http://www.epdo.it/opere-joleserreli.asp
La prima volta che ho sentito nominare Jole è capitato a Fordongianus, un paese di origine romana (Forum Traiani), che conserva le suggestive rovine delle antiche terme romane . Nel chiosco del custode delle terme, insieme ai souvenirs, c'erano dei dépliant che riguardavano artisti che avevano partecipato al simposio di scultura svoltosi qualche tempo prima.
Mi colpì in particolare una sua foto: un viso morbido e sorridente, dalla pelle chiara, incorniciato da un'enorme nuvola di capelli ricci e rossi. Dopo diverso tempo l'ho conosciuta come artista  organizzatrice di un circolo culturale , Prometeo, che voleva regalare al paese dove risiede, Terralba.
Una vera pasionaria dell'arte ,generosa, affamata di arte e cultura
Ricordo il suo entusiasmo, a Sassari, nell' allestimento della sua installazione al "Buco ArtBOX" ,composta  da corde che si arrampicavano verso l'alto, come una sfida per una difficile salita, verso una meta invisibile, buia., per scarpe fantasma .Durante l'allestimento,Jole danzava all'interno del Buco e i suoi capelli rossi brillavano.

Ora quei capelli bellissimi sono caduti, prima a ciocche, poi come una pioggia incessante.
E poi la diagnosi dei medici. Ambigua. Depressione, alopecia psicosomatica.... Ma Jole non conosceva queste parole, non le dicevano niente. Certo è che le diagnosi, possono cristallizzare un problema in un termine che diventa una vuota sentenza.
 Comunque sia, il cuore di Jole non era depresso, era così creativo e ribelle da essere capace di ridefinire in positivo ciò che le stava accadendo., anzi, di ridefinirlo in arte! in un'esplosione di originalità , bellezza e solidarietà sociale.
Ora il suo viso chiaro e dolce fa tutt'uno con un cranio levigato come un cammeo.
 A volte, il suo cranio lo mette a nudo e lo orna di orecchini fantasiosi, a volte lo vela con eleganza , a volte lo esibisce con ironia, come nel manifesto di "Niente mi pettina meglio del vento".

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=533898483337816&set=oa.398905203557500&type=1

Infatti la sua carriera d'artista continua vittoriosa sul fronte della solidarietà sociale  e le sue "scarpe", con Emergency faranno il giro del mondo!

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200544844401615&set=a.2511115095226.2120510.1173584803&type=1

giovedì 4 luglio 2013

La farfalla e la cavalletta

Se vado cercando ciò che nella mia personalità è coerente, più stabile nel tempo, cioè il riflesso di me negli occhi e nella mente delle altre persone, per cui esse possono inquadrarmi in un certo numero di variabili ripetitive di comportamento , mi sembra che l'unica coerenza che ritrovo è l'essere incoerente...Naturalmente ciò si riflette nel mio corpo e in ciò che faccio. E' come se andassi ...a scatti, un po' su e un po' giù, un po' morbida e un po' spigolosa, un po' acqua e un po' fuoco, un po' dolce e un pò amara.... ecc. ecc.
L'altro giorno ho visto per strada Alessandra Mura (http://www.pigmag.com/it/2010/10/26/shop-parabatula/)
Camminava . leggera in un vestito fluttuante...ecco, la sua coerenza si esprime nell'essere come una farfalla :lo spazio intorno a lei vibra come un vortice armonioso che la solleva, la sostiene...Non so se sia perché è una danzatrice e un'esteta, ma ecco, lei si muove come una farfalla , con grazia noncurante e tutto sembra scostarsi al suo passaggio, per darle aria, respiro.
Al contrario, io sono pesante, nonostante la mia piccolezza e anche se i miei passi sono leggeri, o meglio, insicuri .Lo spazio sembra raggrumarsi intorno a me, diventa liquido, vischioso e mi grava sulle spalle , sul collo.
Anche le braccia si irrigidiscono e tendono a fendere il magma che le ingloba. Perciò, a volte scatto in alto, con il collo teso, affamata d'aria. Io somiglio più ad una cavalletta che a volte spicca dei salti vertiginosi e si lancia nello spazio in un volo rumoroso, con le sue ali vetrose, dure,  spinose. mentre il più delle volte se ne sta a testa china, come inginocchiata nell'erba, a divorare  e divorare...
Sarà un caso che Alessandra Mura diriga un Atelier- Galleria chiamato Parabattula(via Usai 16 Sassari)? Parabattula è in dialetto una  farfallina e come ali di farfalla sono i meletti antichi che lei usa per gli abiti che produce, come una costumista di donne fantasiose, nostalgiche e anticonformiste.
Abiti da sogno, per una platea raffinata, che si può aggirare , fluttuando, tra opere d'arte rarefatte e oggetti particolari , senza perdere mai di vista una giocosa ironia.
Io ho acquistato da lei una stola, o meglio una cappa patchwork di diversi tessuti di fantasie originali. è caratterizzata da un oblò in cui ci si può infilare un braccio , mentre un capo della stola ricade sulla spalla.



Non so se la stola di Alessandra è adatta ad una vetrosa cavalletta, ma a me piace indossarla, i suoi colori mi tonificano e mi sento più leggera.



 

La regina del Trash nello studio