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venerdì 15 maggio 2015

Quando sono stata invitata a partecipare alla collettiva di pittura “Il corpo e la luce” da parte del Centro Museale QuArtissimo, sono stata presa da una certa ansia. Non volevo che la mia opera fosse uno studio di luci su un corpo. non perchè non apprezzi questo lavoro, ma perchè ne ho fatti tanti di studi di luce negli anni . Ora mi sentivo di affrontare altre sfide di resa pittorica alla ricerca di un significato che rispecchiasse le mie personali idee. Infatti avrei voluto esprimere molte cose su cui ho meditato e lavorato per tutta la mia strada di pittrice, come la teoria di Goethe come battaglia gloriosa tra luce e tenebre , in contrapposizione alle gelide teorie scientifiche di scomposizione e calcolo della luce e dei colori, che trascurano la partecipazione dell'occhio e de l" cuore" umano al fenomeno della visione. Nella prima fase del lavoro ho riempito labirinti di foglietti-libro, facendo brainstorming, tra scrittura e disegno:
e poi ho cominciato a dipingere, a sintetizzare nella storia della fanciulla di Corinto (leggenda greca riportata credo da Plinio e poi da Vitruvio) che aveva disegnato sul muro i contorni dell'ombra dell'amato perchè lui stesse con lei anche se assente. l'origine della pittura , come rapporto tra luce e ombra, tra desiderio e assenza . Volevo poi rappresentare tutto con i colori, senza chiaroscuro, perchè è vero che il nostro è un mondo di ombre, ma di ombre colorate.